EMDR e disturbi alimentari

L’E.M.D.R. (dall'inglese Eye Movement Desensitization and Reprocessing) è un metodo psicoterapeutico utilizzato per il trattamento del trauma e di problematiche legate allo stress, soprattutto allo stress traumatico.


Tale metodo si focalizza sul ricordo dell’esperienza traumatica ed è una metodologia che utilizza i movimenti oculari o altre forme di stimolazione alternata destro/sinistra per trattare disturbi legati direttamente a esperienze traumatiche o particolarmente stressanti dal punto di vista emotivo.


Dopo il trattamento il paziente percepisce che il ricordo dell’esperienza traumatica fa parte del passato e quindi viene vissuta in modo distaccato. I pazienti in genere riferiscono che, ripensando all’evento, lo vedono come un “ricordo lontano”, non più disturbante o pregnante dal punto di vista emotivo.


Il modello EMDR, che Francine Shapiro ha ideato, parte dall’idea che le manifestazioni sintomatiche, inclusi i disturbi alimentari, dipendono da passate esperienze traumatiche che innescano un modello di comportamenti, cognizioni ed emozioni, che causano una spirale di sofferenza acuta. Fondamentale diventa così andare a recuperare nell’ambito di una relazione di cura, quali traumi nella forma di esperienze, emozioni, odori e rumori e cognizioni, il soggetto ha vissuto. Alcune evidenze scientifiche hanno presentato la possibile correlazione tra le storie caratterizzate da esperienze traumatiche, legate in particolare a maltrattamenti fisici e violenza sessuale, e lo svilupparsi dei disturbi dell’alimentazione (Putnam, 2001).


I comportamenti disfunzionali messi in atto dai pazienti giocano un ruolo di protezione dai ricordi traumatici intrusivi e fungono da modulatori dell’ansia e di altre emozioni invalidanti quali rabbia, vergogna, impotenza, che creano un pericoloso circolo vizioso.


La ricerca della perfezione e del controllo che sta alla base della sintomatologia dei disturbi del comportamento alimentare potrebbe avere origine proprio dalle prime esperienze di vergogna. I comportamenti disfunzionali correlati ai disturbi dell’alimentazione avrebbero pertanto un ruolo nell’interruzione di questi ricordi traumatici intrusivi e nella modulazione di emozioni negative di vergogna, rabbia e impotenza. (Balbo. M., 2015)


L’EMDR è caratterizzata da otto fasi progettate per affrontare le esperienze negative del passato, gli eventi scatenanti attuali dei sintomi sviluppati da quelle esperienze e di tutti i blocchi futuri al funzionamento efficace (Shapiro, 2001). L’efficacia dell’EMDR per il trattamento del trauma è stata ben dimostrata in diverse meta-analisi e numerose ricerche negli ultimi decenni hanno sottolineato l’efficacia della tecnica EMDR nel trattamento dei disturbi alimentari.


Sono due i contributi italiani ad opera di Simona Anselmetti (Ospedale San Paolo di Milano) e Maria Zaccagnino (Università di Lugano) che  hanno confermato l’efficacia dell’integrazione dell’EMDR con la CBT per i pazienti con disturbi alimentari. (Zaccagnino& Cussino, 2015).


Nelle varie fasi del trattamento si affrontano il sintomo come significato, la dissociazione che spesso accompagna il trauma, la storia di attaccamento, il lavoro con le varie parti del se, e l’immagine corporea. Il protocollo di lavoro con i DCA in fase acuta favorisce un lavoro sulle risorse e sulla motivazione, per ottenere la collaborazione del paziente in fase acuta è importante lavorare sul controllo-discontrollo di sé.


In particolare l’EMDR si è mostrata efficace nel condurre a una risoluzione del materiale non risolto, a modificare la rappresentazione della relazione di attaccamento precoce con i caregiver e a diminuire le credenze negative sull’autostima e la vulnerabilità individuale (Zaccagnino& Cussino, 2013).


La testimonianza di una signora vittima di violenza domestica con diagnosi di binge eating, ci aiuta a comprendere in modo evidente l’efficacia di tale metodo: “Attraverso l’EMDR ho intrapreso un percorso su me stessa che mi ha permesso di guardare la mia vita con occhi diversi, mi ha permesso di liberarmi dalle angosce di uscire dalla prigione che mi tormentava ogni giorno, non riuscivo ad addormentarmi perché avevo ricordi negativi del passato, non mi rendevo conto di mangiare tanto perché ero concentrata sulle disgrazie che mi erano e pensavo di non valere niente, durante il trattamento gradualmente mi sono sentita viva e libera, a volte provo una sensazione di felicità che non provavo più da tanto tempo”.



Maria Luisa Tiberini

Psicologa-Psicoterapeuta EMDR

mail: m.luisa@psicologiaumbria.it

 

BIBILOGRAFIA

- Putman,R.D.(2001) Social Capital: Measurement and Consequenses. Canadian Journal of Policy 2, 41-51

- Shapiro, F. (2001). Eye Movement Desensitization and Reprocessing, Basic Principles, Protocols and Procedures. (2nd ed.). New York: The Guilford Press.

- Zaccagnino M.,  Cussino M., Callarame C., Civilotti C., (2015) “EMDR and CBT for Anorexic Patient: a clinical comparative study”, Rivista di psichiatria . Submitted on January 2015

- Zaccagnino, M., & Cussino, M. (2013). EMDR and Parenting: A Clinical Case. Journal of EMDR Practice and Research, 7(3), 154-166.

- Balbo, M. (2015).  EMDR e disturbi dell’alimentazione. Tra Passato, Presente e Futuro. Giunti Editore.

Ultimo aggiornamento: 28/12/2016