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Il disturbo da alimentazione incontrollata (DAI o BED, DSM-IV) è un disturbo alimentare poco conosciuto ma molto frequente nella popolazione generale adulta, sopratutto nel sesso femminile.  E' caratterizzato da episodi ricorrenti di abbuffate alimentari, senza l'utilizzo regolare di inappropriati comportamenti compensatori (farmaci, vomito autoindotto, ipearattività fisica). Una abbuffata è caratterizzata da una introduzione di una grande quantità di cibo, consumato rapidamente, in solitudine, senza che sia avvertita la necessità fisica, in un limitato periodo di tempo, con la sensazione di perdita di controllo sul cibo. Tale situazione è seguita da una spiacevole sensazione di pienezza, disgusto e senso di colpa.  Spesso questa situazione è associata a disturbi dell'umore, che portano l'individuo ad un isolamento sociale.L'obesità è una patologia cronica definita come un eccesso di peso corporeo superiore del 10% rispetto a quello fisologico. La prevalenza dell'Obesità e Soprappeso è in rapida espansione in Italia, come nel resto del mondo. Basti pensare che in media il 34% della popolazione con più di 18 anni è in sovrappeso e il 9% è obeso.
Le cause dell'obesità sono molteplici, le più importanti sono di tipo genetico, comportamentale, ambientale, sociale, economico. La sedentarietà rappresenta un fattore che potrebbe spiegare in parte questo rapido aumento dell'incidenza.
Non essendo ancora in grado di intervenire sui fattori genetici, possiamo farlo su quelli comportamentali (stile di vita).

Trattamento dell'Obesità

Le persone affette da tali patologie non sempre trovano luoghi di cura adeguati; infatti sia la dietoterapia classica, che la maggior parte dei servizi presenti nel territorio, non sempre risultano efficaci, soprattutto se si vogliono ottenere risultati duraturi.

A tutt'oggi la maggior parte dei  trattamenti disponibili (dietoterapico, farmacologico) non risultano sufficienti e soddisfacenti.  Infatti dagli studi finora pubblicati dalla letteratura internazionale si evince che oltre 95 % dei soggetti obesi riacquista il peso perso entro i primi 6-12 mesi (Cooper Z., 2001). Solo la terapia chirurgica porta risultati più confortanti, ma può essere consigliata solo in situazioni particolari (IMC >40) e non è priva di rischi (1/1000 pazienti complicanze mortali).

Negli ultimi anni la ricerca scientifica ha dimostrato che ci sono motivi reali di ottimismo nel trattamento dei disturbi dell'alimentazione solo se lo stesso è condotto secondo un modello  di intervento  altamente strutturato e multidisciplinare, che includa la terapia cognitivo-comportamentale, la terapia interpersonale, la terapia familiare, la terapia psico-educazionale individuale e di gruppo. (Garner e Garfinkel 1980, Fishter 1990, Garner e Bemis 1982, Bauer e Ventura 1998).

Ultimo aggiornamento: 03/05/2017